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Bamboccioni, Brunetta all'attacco: «Padri ipergarantiti dall'art.18» |
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ROMA (3 febbraio) - «La flessibilità è sempre riferita ai figli mentre l'articolo 18 dello statuto dei lavoratori garantisce i padri che sono ipergarantiti». Una nuova dichiarazione del ministro Renato Brunetta scatena polemiche. «Spendiamo troppo in cattivo welfare per i padri e troppo poco per i giovani» ha detto nella puntata di questa sera di Porta a Porta.
Brunetta si dice favorevole a una modifica dell'art.18 che monetizzi e non difenda con il reintegro. «Basta con le strumentalizzazioni stupide, penso di non essere un ipocrita - ha tenuto a precisare Brunetta -: ho detto che l'art.18 protegge i padri e non i figli e questa è la sacrosanta verità. Io propongo un sistema che protegga i padri e i figli».
Cofferati: art. 18 norma di civilità. «Quella dell'articolo 18 come Brunetta dovrebbe sapere è una norma che vieta il licenziamento senza giusta causa, è una norma di civiltà del lavoro» commenta Sergio Cofferati, ex leader della Cgil che otto anni fa portò in piazza tre milioni di persone proprio per difendere quella norma dalle modifiche volute dal governo Berlusconi.
Cofferati non dimentica quella battaglia che costò molto anche in termini di rapporti sindacali. Con la Cisl di Savino Pezzotta e la Uil di Luigi Angeletti che il 23 marzo del 2002 a Roma decisero di non partecipare alla manifestazione della Cgil, che si concluse col comizio di Cofferati al Circo Massimo di fronte ad un folla immensa. Ora, a distanza di otto anni, per Cofferati «sarebbe opportuno non riaprire quella discussione».
Guglielmo Epifani parla di «provocazione» del ministro, ma «non c'è dubbio», dice a Otto e mezzo su La7, che se si dovesse riaprire una discussione su questo capitolo la Cgil «è pronta a dare battaglia».
«Ecco svelato l'arcano - dice Massimo Donadi, capogruppo Idv alla Camera - La battaglia di Brunetta contro i bamboccioni è in realtà un attacco ai lavoratori, un'offensiva contro i diritti». «Diminuire le tutele e alimentare lo scontro generazionale è una pericolosa stupidaggine comprensibile a tutti e quindi a maggior ragione a chi ambiva al Nobel» conclude.
«La logica di Brunetta e di questo governo è sempre la stessa - ha detto Paolo Ferrero, portavoce nazionale della Federazione della Sinistra - scatenare la guerra tra poveri per continuare a difendere i privilegi dei ricchi».
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ilmattino.it |
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