PERUGIA (23 gennaio) - Festival internazionale del giornalismo e scuole dell'Umbria tengono acceso il ricordo e il messaggio di Giancarlo Siani, giornalista del quotidiano Il Mattino ucciso a Napoli a 26 anni la sera del 23 settembre 1985. Oggi a Perugia sì è tenuto il primo dei quattro incontri dedicati a Siani, che coinvolgeranno 350 alunni di 9 scuole. A ricordare Siani c'erano il giornalista Gianluigi De Stefano, autore di un documentario già trasmesso dalla trasmissione della Rai La storia siamo noi, e il giudice Luca Semeraro, amico del giornalista.
Attraverso spezzoni del suo documentario, De Stefano ha illustrato agli studenti la complessa realtà nella quale Siani operava, quella di Torre Annunziata. «Il suo - ha detto De Stefano - fu un omicidio senza precedenti. Il primo giornalista ucciso dalla camorra perchè dava fastidio, avendo denunciato tradimenti di boss alleati e indagato su intrecci economici tra mafia e politica».
«Era il mio allenatore di pallavolo - ha ricordato Semeraro - e puntuale ogni pomeriggio dopo il lavoro ci portava a conoscere i quartieri più nascosti di Napoli per insegnarci attraverso lo sport anche altri valori come l'onestà, la legalità e la verità». Il progetto, prima iniziativa del genere in Italia dedicata a Siani, dal titolo «La libertà comincia con le parole», si concluderà il 24 aprile prossimo, nell'ambito del Festival del giornalismo, quando parleranno di Siani Armando D'Alterio (il pubblico ministero che ha svolto le indagini sull'omicidio), Libero De Rienzo, l'attore che nel film Fortapasc ha interpretato il giornalista campano, Andrea Purgatori e Paolo Siani, fratello di Giancarlo e presidente dell'Associazione Siani.