
POMIGLIANO D'ARCO - Una seconda offensiva commerciale, un nuovo «porte aperte» nelle concessionarie Fiat, oggi e domani, per meglio scaldare i motori della catena di montaggio. È tutto pronto . Nella grande fabbrica automobilistica di Pomigliano lunedì prossimo scatterà la cosiddetta salita in cadenza delle produzioni nuova Panda. Ieri altri 662 operai cassintegrati della vecchia società Fiat Giambattista Vico hanno firmato la riassunzione nella newco Fabbrica Italia. Ora gli organici della Fip hanno raggiunto quota 1.845 addetti, che a partire da dopodomani dovranno garantire un picco di 720 vetture da realizzare quotidianamente, 360 per ogni turno di lavoro. Che per il momento restano due. L’introduzione del turno di notte, una della grandi novità volute dall’ad Marchionne per il sistema metalmeccanico nostrano, deve ancora aspettare. Non si sa quanto possa durare l’attesa per la fabbrica aperta 24 ore al giorno. Dipenderà tutto dal mercato.
Mercato che intanto ha dato un primo responso circa gli ordinativi finora fatti registrare per la nuova Panda: sono 14mila. «È un dato positivo – fa sapere la Fiat – nel frattempo faremo una seconda iniziativa nelle concessionarie perché quella effettuata la settimana scorsa è stata condizionata dal maltempo, che ha colpito soprattutto il Nord». A ogni modo le agenzie parlano di un primo «porte aperte», quello del 28 e del 29 gennaio, in cui oltre 55.000 famiglie si sono recate nei 685 punti vendita Fiat in Italia. Nel corso dell’evento commerciale sono stati prenotati ed effettuati più di 6.500 test drive.
Oltre 15.000 i preventivi richiesti sull’intera gamma. E ammontano a 14mila, appunto, gli acquisti di nuove Panda. Il trend è giudicato confortante dallo stesso Lingotto, anche se non è stato possibile fare un raffronto statistico col modello precedente. Un paragone peraltro difficile da contestualizzare, visto che il lancio nel mercato della Panda ancora prodotta nella fabbrica di Tychy, in Polonia, è avvenuto nel 2003, cioè in una fase complessivamente più favorevole di quella attuale. Comunque l’azienda automobilistica punta molto sulle caratteristiche innovative del modello di utilitaria prodotto a Pomigliano. Che può contare anche su formule di vendita particolarmente favorevoli. Durante lo scorso fine settimana un certo interesse ha infatti riscosso il finanziamento «Panda 100 x 100», che consente l’acquisto della vettura in 100 rate per cento mesi, ovviamente col riscatto finale.
«Se arriveranno i volumi ipotizzati nel piano, non ci sarà bisogno di altre chiusure oltre a quella di Termini Imerese», ha assicurato Marchionne durante la conference call di mercoledi scorso. «Gli impianti - ha aggiunto l’amministratore delegato - non possono continuare a sopravvivere con una produzione inefficiente: non possiamo continuare a finanziare una produzione inefficiente sulla base dell’ideologia». Il riferimento è a tutto il percorso sindacale che ha portato alla disdetta del contratto nazionale dei metalmeccanici, all’introduzione del contratto dell’auto e alla contestuale estromissione della Fiom dalle fabbriche Fiat.
Nel frattempo i metalmeccanici della Cgil lamentano che anche nell’ultimo gruppo di lavoratori assunti nella newco di Pomigliano, il gruppo più consistente finora reintrodotto al lavoro, non risulta nessun loro iscritto. La battaglia politico-sindacale prosegue, mentre attorno sul perimetro dello stabilimento premono ancora migliaia di cassintegrati della Fiat e del suo indotto.
Pino Neri
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