
ROMA (2 settembre) - Dopo il giro di vite del presidente francese Nicolas Sarkozy, non sembra così lontana l’ipotesi di un flusso di nomadi provenienti da Oltralpe con destinazione Roma. Tant’è che sono già diverse le macchine avvistate (rigorosamente con targa francese), con a bordo famiglie intere di rom, per le strade di Roma. Prima tappa: quartiere Magliana. Raggiungono parenti e amici in accampamenti abusivi della zona per trovare nuove sistemazioni. Una volta calmate le acque resta la scelta: tornare in Francia o restare a Roma? L’iniziativa di Parigi di rimpatriare i rom, peraltro, potrebbe rivelarsi inefficace. Proprio perché i nomadi, avvalendosi del diritto alla libera circolazione in Europa, potrebbero sempre tornare in Francia vanificando così lo sforzo, anche economico, messo in atto con il rimpatrio.
«Da diversi giorni si vedono circolare per il quartiere Bmw e Mercedes del ’90 con targhe francesi. A bordo intere famiglie di rom - racconta Fausto Bonafaccia, presidente dell’Associazione BiciRoma (vera e propria sentinella delle piste cilabili della città) - Nella zona sono diversi gli insediamenti abusivi che si sono nuovamente ripopolati, a partire dal viadotto della Magliana. Tutto quello che era stato fatto in termini di bonifica si è vanificato nel nulla e una nuova discarica a cielo aperto è ricomparsa nello stesso punto. Mentre sulla pista ciclabile viene buttato di tutto: pezzi di ferro, scarti di vario genere. L’arrivo di queste macchine dalla Francia ci fa davvero riflettere... Dove si siano poi stabiliti non è facile capirlo. Resta il fatto che giorno dopo giorno si vedono arrivare nelle nostre strade. E se ora sono poche, che succederà andando avanti?».
Preoccupati anche i residenti. «La verità è che il problema si ingigantisce in Italia se non si prende una decisione ai massimi livelli - sottolinea Valeria Franco, residente anche lei alla Magliana - Bisogna trovare una soluzione giusta per tutti. Nel frattempo molti nomadi francesi si sono spostati nel nostro Paese e qualcuno si inizia a vedere anche da noi, sotto casa mia da alcuni giorni c’è un viavai di auto francesi anche di grossa cilindrata (e non sono turisti in vacanza)».
Intanto il sindaco si appella all’Europa. Serve, sostiene, «una regola unica per evitare flussi di nomadismo incontrollati e per fare in modo che le popolazioni possano essere integrate in termini equilibrati in ogni Paese europeo, evitando che paradossalmente siano svantaggiati i Paesi che applicano politiche più virtuose, ma soprattutto perché non ci siano flussi eccessivi su una città o su un Paese». E per questo che serve «un monitoraggio sempre a livello europeo per capire questi flussi dove si stanno spostando».
Diverse sono le segnalazioni, giunte anche alla commissione Sicurezza del Comune, «di macchine con targa francese con a bordo nomadi: ne hanno viste diverse», spiega il presidente della commissione Fabrizio Santori. «All’inizio poteva essere una casualità ma poi sono state viste più e più volte e mai le stesse - aggiunge Santori - L’azione della Francia non deve certo ricadere su di noi. La richiesta di una strategia a livello europeo sulla questione nomadi è assolutamente necessaria. In Italia purtroppo con il Governo Prodi si sono aperte da subito le porte con flussi enormi che pesano inevitabilmente per una serie infinita di fattori su Roma e i suoi cittadini». Per Santori «i cittadini romani sono stanchi di soprusi, sporcizia, continue questue agli angoli delle strade inscenate spesso sulla pelle di minorenni costretti a vivere nella paura e nel degrado. Regole certe accompagnate da un capillare controllo che obbliga a rispettarle sono la sola strada da percorrere per risolvere la questione dei rom che non vogliono integrarsi».