Durante l'epoca romana si ebbe un notevole mutamento sull'intero impianto urbanistico del V secolo a.C., con la città che si espanse prettamente lungo due direttrici privilegiate, verso il porto e fuori le mura, e con l'instaurarsi di un primitivo abbozzo di edilizia residenziale che trovò il suo sviluppo nella zona ad ovest dell'attuale via Duomo.
Gli storici e gli archeologi concordano nel definire con quasi assoluta certezza sulla localizzazione del Tempio dei Dioscuri, nel decumanus major, l'attuale via Tribunali, al centro di una zona molto frequentata in quanto prossima al Foro, con le sue caratteristiche tabernae e dotata anche, sembra, di due teatri (il teatro grande e il teatro chiuso), in cui forse si esibì lo stesso Nerone e secondo quanto narrato da Stazio, Svetonio e Tacito.
Non mancavano, nell'antica Neapolis i Ginnasi (luoghi di insegnamento all'aperto) e gli edifici termali, questi ultimi testimoniati dai ruderi in vico Carminiello ai Mannesi (Mannese, in Napoletano, vuol dire idraulico/stagnino).
Dopo una regressione naturale dell'espansione urbanistica dovuta alla crisi del III secolo e al suo decremento demografico, nuove fortificazioni sorsero nel V secolo e, per opera di Narsete, le mura giunsero sino al porto, nel 556.