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Dal secondo dopoguerra ad oggi
Alla fine della guerra, quando si trattò di votare il passaggio dalla Monarchia alla Repubblica, Napoli si schierò seppur di misura in favore della prima.

Fenomeno, questo, che si verificò in tutto il Sud Italia.
Tuttavia, nel capoluogo campano, l'11 giugno 1946 - pochi giorni dopo la proclamazione della vittoria repubblicana - una spontanea protesta popolare in via Medina sfociò in un violento scontro, dalle circostanze mai oggettivamente chiarite, che provocò diversi morti.

Pochi giorni dopo, fu Enrico De Nicola, napoletano, ad essere eletto primo presidente della Repubblica.
Nel secondo dopoguerra, Napoli ha avuto, come molte altre città italiane, un boom economico: edilizia, sanità, istruzione, lavoro.
Tutti fattori che mantennero Napoli ad essere la terza città italiana più importante dopo Roma e Milano, ma davanti a Torino, Genova e Venezia.

Il boom però finì presto, anche a causa delle speculazioni favorite da settori dell'amministrazione pubblica centrale (IRI e Cassa del Mezzogiorno).
"Fuori" dai grandi giochi politici del Paese, a Napoli accaddero fatti di rilievo della "strategia della tensione" e del terrorismo.

Dalla nascita dei NAP alla Colonna Senzani delle Brigate Rosse, passando attraverso l'arresto e la prigionia di centinaia di militanti.
Durante il terremoto del 1980, che distrusse quasi l'intera Irpinia, Napoli fu, seppur solo in alcune zone, fortemente danneggiata, ma non ottenne, nonostante le denunce del sindaco di allora Valenzi (indipendente del PCI), grosse somme di denaro per la ricostruzione.

In molti casi, i lavori di recupero durarono per un decennio, complicando il già precario assetto dell'urbanistica cittadina.
Negli anni che seguirono, diversi fatti eclatanti accaddero nel capoluogo partenopeo, come la nascita della NCO di Raffaele Cutolo, organizzazione camorristica, ed il rapimento da parte delle Brigate Rosse dell'Assessore Regionale Ciro Cirillo.

Da una situazione economica e sociale così difficile, fu la camorra a proliferare; questa, attraverso il suo potere economico, finanziario e militare darà inizio ad un impero economico basato su un'economia illegale e contraffatta: tutt'oggi risulta che molte attività illegali napoletane siano, direttamente o indirettamente, controllate dalla camorra.

L'emergenza rifiuti, iniziata nel 1994 e tuttora in corso, ha messo la città in ginocchio e dimostrato il forte legame tra politica e camorra nel capoluogo campano, come dimostrano i processi a carico del governatore Antonio Bassolino e di diversi esponenti di centro-destra e centro-sinistra.
 
 
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