SALERNO - Quando l’ambulanza ha accompagnato Giovanni Grasso al pronto soccorso dell’ospedale di Mercato San Severino, il giovane era ancora in vita. I medici hanno subito capito le sue condizioni erano molto gravi. Fin dal primo momento il bollettino sanitario non era rassicurante: prognosi riservata. In Emergenza gli addetti gli hanno riscontrato un politrauma con sospetta lesione degli organi interni: hanno tentato di rianimarlo, di tenerlo in vita e consetirgli di poter sostenere un intervento chirurgico. Ma la loro è stata solo una inutile corsa contro un destino già segnato: Giovanni Grasso è morto sul lettino del pronto soccorso poco dopo il suo arrivo al Curteri.
Nato a Mugnano di Napoli ma residente a Calvizzano, il giovane operaio è il terzo lavoratore che perde la vita in un cantiere del Salernitano negli ultimi sette giorni. Ventidue anni, dipendente della Gaia Energy, ditta di Grumo Nevano che installa pannelli fotovoltaici, era a lavoro sul tetto di un’azienda di Fisciano, la Me.Ca di proprietà della famiglia Ferrara. Un’azienda che produce coperchi open top, scatole e cupole per aerosol.
Stava montando dei pannelli solari quando ha perso l’equilibrio ed è precipitato nel vuoto, da un’altezza di una decina di metri. Nonostante la sua giovane età Giovanni era sposato. Ad attenderlo nel piccolo centro del Napoletano aveva una giovane moglie e un bimbo piccolo di appena due anni. Ma Giovanni a casa non è mai ritornato.
Il sostituto procuratore di Salerno, Elena Guarino, giunta immediatamente sul posto, ha disposto l’autopsia sul corpo del giovane operaio ma il conferimento dell’incarico al medico legale sarà fatto soltanto nella giornata di domani. Intanto alcune persone sarebbero state iscritte nel registro degli indagati ma i loro nomi sono tenuti, per il momento, riservati. È facile supporre che si possa trattare dei titolari dell’azienda per la quale l’operaio lavorava e anche del capo della squadra che stava eseguendo il montaggio dei pannelli.
I carabinieri della compagnia di Mercato San Severino, agli ordini del tenente De Rosa, per tutta la giornata di ieri hanno ascoltato i colleghi di Giovanni Grasso per cercare di ricostruire la dinamica dell’incidente avvenuto all’incirca verso le 15 di ieri. Quindi hanno ascoltato i titolari delle due aziende.
Il giovane sarebbe scivolato dal tetto, avrebbe sbattuto contro un lucernario che si è rotto. Attraverso il lucernario Giovanni avrebbe fatto un volo di una decina di metri sbattendo violentemente a terra.
Gli inquirenti stanno anche cercando di verificare se fossero state rispettate tutte le condizioni di sicurezza del cantiere. Per questo motivo, per consentire anche ulteriori sopralluoghi, l’area è stata per il momento sottoposta a sequestro giudiziario.