04.02.12 Non è bella, ma è un tipo. Diciamo che ha carattere. Il muso a ornitorinco, come da anticipazioni (qualcuno ci vede una papera). E c’è pure una gobbetta. Ma poi il corpo è sinuoso, le pance sono strette. È la F2012, che si è svelata su Internet, per la prima volta nella storia della Scuderia, perché la neve ha costretto a cancellare la presentazione e il presidente Luca di Montezemolo ci vede un buon auspicio, ricordando che Enzo Ferrari nacque in un giorno in cui Modena era sepolta dalla neve.
Sotto i veli, la rivoluzione. È la prima monoposto nata sotto la guida di Pat Fry, il direttore tecnico arrivato dalla McLaren e che ha sostituito Aldo Costa dopo il Gp di Barcellona della passata stagione. I vertici del Cavallino gli avevano chiesto di osare e lui l’ha fatto (ma la monoposto è stata disegnata dal chief designer Nick Tombazis). Taglio netto con il passato, ma anche una strada molto diversa da quella scelta dalla McLaren che si è svelata due giorni fa. Tornano, per esempio, le sospensioni a tirante, una soluzione che le Rosse non adottavano da 11 anni. La chiave dal punto di vista tecnico saranno gli scarichi che per ora soffiano verso il profili centrale dell’ala posteriore: ma questa potrebbe non essere la soluzione definitiva.
È la Ferrari del riscatto perché una delle parole più pronunciate in questo sobrio debutto virtuale è responsabilità. La pronuncia Stefano Domenicali («Sentiamo la responsabilità di essere la Ferrari, abbiamo introdotto tante novità e la discontinuità oggi è evidente»), la ripete Fernando Alonso, l’uomo a cui la Rossa si è affidata (contratto fino al 2016). «È la mia terza stagione, ho la stessa voglia e la stessa determinazione di sempre. Sono ottimista e fiducioso, la squadra è unita, sento la bellezza e la responsabilità di guidare una Ferrari». Figuratevi se non la sente Felipe Massa, che è di fronte al suo anno decisivo: o torna quello del 2008, o dovrà cercarsi un’altra scuderia: «Ma in testa ho tante sensazioni positive».
La F2012 partirà subito per Jerez de la Frontera, dove dal 7 gennaio sarà impegnata al primo test. Un primo banco di prova molto importante, innanzitutto per verificare l’affidabilità della nuova monoposto, che ha cambiato così tante parti. E poi in pista saranno possibili i veri confronti. Con la Red Bull, innanzitutto, che resta la macchina da battere e che ha costituto il riferimento tecnico delle ultime stagioni. La Ferrari deve recuperare e ha deciso di osare, mentre secondo molte indiscrezioni la Red Bull avrebbe optato per scelte più conservative. Se lo può permettere, forse. Ma a Maranello basterebbe essere un paio di decimi dietro. La differenza la farà Alonso.