Crisi di Governo. Attacchi frontali tra i vari partiti. Crisi economica mondiale. Catastrofi naturali che si presentano (senza invito) in molte parti del mondo. Un panorama generale, che se fossimo nel Medioevo, farebbe pensare all’imminente Apocalisse. Gira e gira però è quasi sempre l’essere umano la causa del proprio male. E nonostante i fantomatici sforzi, il problema dell’occupazione nel Sud Italia è ancora una realtà drammaticamente pulsante. Di fronte allo sfacelo delle istituzioni, evidentemente incapaci di dare risposte concrete e occupazionali alla popolazione, non sorprende vedere che giovani (e non) si arrangino come possono, cercando altri modi, leciti e non, per sbarcare il lunario e arrivare ormai, più che a fine mese, alla terza settimana. Così sempre più campani cercano la strada del gioco d’azzardo, cartaceo e online, per cercare di venire a capo. Secondo i dati dell’agenzia Agipronews, la Campania è in contemporanea la regione più povera d’Italia per Pil pro capite, ma la prima per giocate a poker sul web. Una stupida e futile lettura potrebbe essere quella dell’imputare questa situazione all’animo “luogamente comune” goliardico della regione meridionale. In realtà questo aspetto fa emergere la drammaticità della situazione locale. I dati del 2010 del Pil infatti parlano che mentre la ricchezza prodotta in Lombardia (la prima della classifica) è di oltre trentamila euro l’anno, quella campana è di poco più di 15mila. Il presente racconta una storia di fughe costanti dalla Campania, con conseguente perdita di potenziale lavorativo e di radici per una terra che una storia incredibile. I dati però sono ineccepibili. La gente crede più nella fortuna che non nelle liste di collocamento. I campani credono di più al poker cash online e ai suoi possibili facili guadagni che non a un percorso formativo, troppo spesso strutturato in assunzioni a tempo determinato senza alcuna garanzia né per il presente, né per una pensione futura.