Lo scorso 22 maggio i giornali di tutta Italia riportavano di un’increscioso fatto di cronaca che riguardava il gioco d’azzardo. Dopo un’operazione condotta dai Carabinieri di Rosolini ( Siracusa ), una bisca clandestina era stata smarscherata grazie a un blitz con il conseguente arresto di 25 persone, tra giocatori e gestori. E’ di oggi invece la notizia che tutte le accuse a carico della suddetta bisca non sussistono e tutti gli indagati sono stati prosciolti da ogni accusa per non aver commesso il fatto che comprensibilmente sconvolse l’intero paese e traumatizzò decine di famiglie che hanno patito sino ad oggi una ingiustificata preoccupazione per le sorti dei loro ragazzi. Ma, il trauma più grande più di tutti, è bene dirlo, lo hanno subito gli stessi 14 ragazzi partecipanti, che, di punto in bianco si sono trovati a dover subire una denuncia per un reato mai commesso. Infatti, gli elementi essenziali affinché si concretizzi il reato di “gioco d’azzardo” sono lo scopo di lucro e l’aleatorietà della vincita. Non è stato sequestrato denaro. Non ve ne era. I legali delle persone coinvolte vogliono ora fare causa ai Carabinieri per risarcimento dei danni morali e per infangamento della fedina penale dei loro assistiti. Quello che emerge è che si sia voluto volontariamente alimentare la demonizzazione del gioco d’azzardo, che come è noto, a dimostrazione del fatto di essere considerato un vero e proprio sport, il prossimo 18 luglio diverrà legale a tutti gli effetti nel nostro paese, grazie anche al massiccio contributo che la rete darà grazie a diverse iniziate ed istituzioni di casino legali, soprattutto dedicate al gioco del poker con la denominazione di poker AAMS e casinò AAMS.